Sri Dao Ruang

Una scrittrice thailandese per la classe operaia

Martedì 20 Ottobre 2009 at 7:29 pm.

La cosa veramente brutta è il fatto che la gioventù ora non ha una terza possibiltà di scelta. Se non possono conformarsi ai dettati del governo, devono scappare via. Quelli interessati ad instaurare la libertà e la democrazia attraverso metodi pacifici devono ricominciare tutto da capo. (inscrizione alla base di un monumento nella Thammasat University)

Sia io che Khun Suchat stavamo pensando ad uno pseudonimo e ne prendevamo in considerazione alcuni che mi venivano in mente. Pensavo ai fiori, pensavo a mio padre … pensavo che mi mancava tantissimo. Ero solita raccogliere dei fiori per lui ed erano gialli. Khun Suchat capì che dovevano essere i fiori Daoruang. Fu mio padre. E poi aggiunse di suo il termine Sri. Tutti gli antichi e famosi scrittori hanno questa parola, Sri, nel loro nome. Così Khun Suchat mi chiamò Sri Daoruang.

(da Rachel Harrison, the writing of Sri Daoruang, Thai literary tradition, Chulalongkorn University Press.)

Sri Daoruaqng è il nome letterario della scrittrice Wanna Thappananon Savatsi, nata nel 1943 in un piccolo villaggio, Bang Kratun, lungo la linea ferroviaria che da Bangkok porta a Chang Mai, nella piana centrale thailandese. Proviene da una famiglia povera benchè suo padre abbia fatto parte della guardia reale per poi diventare ferroviere. La madre vendeva dolci. Sri Daoruang, il cui nome sta per “la splendida calendula” è cresciuta tra i libri. Entrambi i genitori amavano leggere e ha passato molto tempo della sua infanzia tra libri e riviste. E' il suo amore per la lettura a condurla a scrivere e, all'età di quindici anni, partecipando ad un concorso di storie brevi organizzata da un giornale locale. La sua storia non é scelta e lei perde la fiducia nei propri mezzi rinunciando alle sue aspirazioni di una carriera letteraria. A causa della povertà della famiglia lascia la scuola a dieci anni, e due anni dopo, va a lavorare nella grande città, Bangkok, dove si adatta a fare vari lavori. Fa la cameriera, lavora come cucitrice, operaia in una fabbrica di vetro, vende cibo per le strade come ambulante ed infine cassiera di un ristorante, dove conoscerà il suo futuro marito, Suchat Savatsi, un giornalista democratico, molto critico verso il regime politico di allora, editore de Sangkhomsat parithat (The social science review). E' lui che scopre la sua voglia di lettura e le sue doti di scrittrice e la invoglia a riprendere la scrittura, a partire dalla sua esperienza lavorativa e di vita.

In quei giorni, docenti universitari e giornalisti si recavano nelle fabbriche a parlare ai lavoratori. Chiedevano se amavamo la lettura, e a chi rispondeva di sì, regalavano dei libri. Quando Khun Suchat parlava, lo faceva, sapete, come una persona istruita che è abituata a leggere libri, non parlava come le persone comuni. Ma lui era seduto sul pavimento di cemento assieme a tutti noi. Cosa pensavo di lui ? Che era un tipo strano

( Wan Pen 1993: 268, traduzione di Susan Kepner, Married at demon king, Silkworm)

Quando lo conobbi, era meravigliato della mia velocità di lettura. E dopo, quando gli mostrai qualcosa che avevo scritto, rimase sorpreso del fatto che una persona con appena la IV elementare postesse scrivere senza fare un sacco di errori…. Mi suggerì di scrivere esattamente le cose che mi erano accadute nella vita, cose che avevo vissuto in prima persona; e dopo, quando avrei avuto più esperienza, allora sarebbe venuto il momento di iniziare ad usare la mia immaginazione. (ibi)

Quando nel 1975 viene pubblicata sul Sangkhomsat parithat la sua prima storia breve “One drop of glass” nessuno conosce la sua vera identità che lei manterrà gelosamente nascosta per molti anni, nel timore che il suo successo letterario potesse essere causato o ascritto alla sua relazione con Khun Suchat Savatsi.

Questo periodo tra il 1973 e 1976 è molto intenso per il movimento letterario radicale Thailandese “Arte per la vita”, che pubblica moltissime raccolte di storie brevi dedicate alle condizioni sociali della popolazione di allora, all’emigrazione verso la grande città, allo sfruttamento dei ceti popolari nelle campagne. Sri Daoruang riesce sempre a mantenere una sua distanza ed una scrittura sempre molto particolare. Di sé usa dire “sono solo una donna di casa che ruba il tempo al suo lavoro per scrivere”, “non sono un’intellettuale, ma solo una casalinga che scrive di quello che sa.” Le sue storie diventano in quegli anni, prima del colpo di stato sanguinoso dell’ottore 1976, erano largamente lette tra gli studenti del movimento collaboratori attivi del sindacato con i quali organizzavano le azioni di sciopero. Il 6 ottobre del 1976 è una data fatidica della Thailandia contemporanea, quando i militari con un colpo di stato segnano la fine del periodo di libertà. Tanti vengono uccisi, tanti scompaiono, tanti vengono arrestati, tra i quali Suchart Savatsi, tanti si danno alla clandestinità. Negli anni successivi molti intellettuali, disillusi dalla guerriglia e approfittando di un cambio di rotta sensibile del governo, rientrano in società e iniziano a un lento lavoro di cambiamento nella società thailandese.

La cosa veramente brutta è il fatto che la gioventù ora non ha una terza possibiltà di scelta. Se non possono conformarsi ai dettati del governo, devono scappare via. Quelli interessati ad instaurare la libertà e la democrazia attraverso metodi pacifici devono ricominciare tutto da capo.

(inscrizione alla base di un monumento nella Thammasat University)

In questi anni Sri Daoruang passa dalla scrittura documentatrice delle condizioni di vita nelle fabbriche, all’esplorazione di altri temi quali la maternità, la famiglia, la diseguaglianza sessuale, l’dentità femminile, il ruolo della donna nella società buddista, anche in considerazione di alcuni tragici eventi che colpirono la sua famiglia, mentre il suo stile di scrittura si fa sempre più sperimentale ed evoluto. In realtà la scrittrice continua a scrivere di cose e sentimenti che conosce e vive, allo stesso modo delle sue prime storie brevi. Alcuni suoi racconti pubblicati su varie riviste vengono premiati e sono sempre oggetto di critica e di discussione, come per esempio “Matsi” e la sua rilettura dei classici della letteratura thailandese. Entra, di fatto, nella elite della letteratura thai a pari merito con tanti altri scrittori, cosa molto significativa per una scrittrice che non ha mai frequentato l’università e che si è fatta da sola. Sri Daoruang con le sue prorpie forze si situa nel bel mezzo dei circoli letterai thailandesi più sofisticati. Come puntualizza Susan Kepner,

…. Credo che non c’è da sorprendersi se uno scrittore chieda, come lei fa, di essere lasciata sola a scrivere le proprie storie (appare molto di rado in pubblico), a lavorare in giardino, e a sognare di un mondo “in cui non si ha mai bisogno di competere con qualcuno” invece di provare a restare all’altezza di un’etichetta quale scrittrice “di sinistra” o “attenta ai temi sociali”.

(Susan Kepner, introduzione a Married to a demon King, Silkworm books)