La salute delle donne nelle Filippine

Ignoranti e moribondi??

da PCIJ.orgTra i tanti dibattiti aperti nelle Filippine, quali i disastri umani e ambientali, l'estrema povertà di molte zone, l'elevatissimo numero di emigrati, l'endemica presenza della guerriglia in alcune regioni, la sovrappopolazione e la mancanza cronica di lavoro, recentemente se ne è aperto un altro, nel bel mezzo delle candidature alla presidenza della repubblica. E' il tema del controllo delle nascite e della pianificazione familiare, con la pesante discesa in campo della gerarchia della chiesa cattolica a difesa della “vita”. Un tema che noi qui in Italia conosciamo perfettamente e che la nostra classe politica non riesce mai a chiudere del tutto.

Nelle Filippine alcune statistiche parlano di 11 donne morte per aborto illegale, 500 mila aborti clandestini e 2100 donne morte in un anno, tra una popolazione che è molto disinformata sulla contraccezione e di cui il 44% non pianifica la maternità, con il rischio di mortalità per parto di 1 a 10 mila.

Nelle Filippine, l'aborto è illegale e al ricovero eventuale in ospedale della donna che ha abortito, il rischio è l'incriminazione per omicidio, con la denuncia obbligatoria da parte del medico.

Nella pratica quotidiana, la gestione dell'aborto è affidata agli sciamani che si trovano nell'interno delle montagne, ai tanti guaritori che vivono nelle città sovraffollate, alle tante pozioni abortive a cui si affidano tantissime giovani e tantissime donne con alle spalle figli e mariti disoccupati.

E questo non si ha nei bei quartieri della Manila bene, ma nei vicoli sovraffollati stracolmi di bambini delle grandi città come delle campagne.

Il servizio di controllo delle nascite è stato per molto tempo a disposizione delle famiglie più abbienti che si potevano permettere il medico privato, ma certamente non dal 70% della popolazione che vive come può. Dopo il 1991 questo servizio passa alle comunità locali che molto spesso la gestiscono con molta discrezionalità.

Di fronte a questa situazione tragica, alcuni senatori hanno fatto una proposta di legge, denominata “Reproductive Health Bill” con cui si avanzano alcune proposte notevoli, nei limiti della costituzione filippina che indica nella fecondazione l'inizio della vita.

“In un articolo del suo primo firmatario, Senatore Edeel Langman, l'attuale proposta “si allontana dalla situazione attuale i cui la fornitura dei servizi per sanità della riproduzione è affidata ad unità delle amministrazione locale e di conseguenza soggetti sia alle diverse strategie locali sia alla mancanza cronica di finanziamenti. La legge promuove l'informazione e l'accesso ai metodi moderni di pianificazione familiare sia di tipo naturale che moderno che siano sicuri e ammissibili legalmente. Assicura un ambiente favorevole dove le donne e le coppie abbiano la libertà di una scelta informata sulle modalità della pianificazione familiare che vogliano adottare secondo i loro bisogni, le convinzioni personali e i credi religiosi.
(Philippine Daily Inquirer: 3 Agosto 2008)

Inoltre questa legge copre alcune problematiche

“...L'informazione e l'accesso alla pianificazione familiare sia moderna che naturale; programma di nutrizione e salute sia per il bambino che la madre; la promozione dell'allattamento al seno; prevenzione dell'aborto e gestione delle conseguenze del dopo aborto; salute degli adolescenti e dei giovani; prevenzione delle infezioni dell'apparato riproduttivo, delle malattie sessualmente trasmissibili e dell'HIV; eliminazione della violenza contro le donne; consulenza sulla sessualità e sulle malattie della sessualità e dell'apparato riproduttivo; trattamento del cancro al seno e degli apparati riproduttivi; coinvolgimento e partecipazione dei maschi nell'applicazione della legge; prevenzione e trattamento dell'infertilità; educazione dei giovani.”

Come si può notare, una legge così fatta avrebbe una grande ricaduta sociale con la creazione di servizi sanitari più capillare e dedicata alla salute della donna e dei giovani, con l'estensione e il rafforzamento a supporto del volontariato. Inoltre considera i metodi contraccettivi dei medicinali che debbano rientrare nel Prontuario Nazionale in quanto aiutano a diminuire l'incidenza delle morti di donne per parto e di neonati.

Un altro aspetto su cui il sentore si sofferma è quello della educazione sessuale nelle scuole

“L'educazione secondo questa legge dovrebbe essere data da docenti preparati in modo adeguato dalla 5 elementare al 4 anno della scuola superiore. Punti fondamentali nella legge sono la genitorialità responsabile, la pianificazione familiare naturale e moderna, la proscrizione e i pericoli dell'aborto, la salute sessuale ed i diritti, l'astinenza prima del matrimonio e la sessualità responsabile.”

L'invito è quello ad una famiglia che abbia massimo due figli senza che questo sia imposto, che si possa formare con la registrazione del matrimonio solo dopo che la coppia abbia un certificato in cui ha seguito corsi di pianificazione familiare.

Questa legge, pur nei canoni di una società profondamente cattolica, sembra recepire molto la necessità di ridefinire in chiave moderna alcune istanze. Infatti in tutti i recenti sondaggi il problema della crescita incontrollata della popolazione (98 milioni di persone con una crescita del 2% all'anno) a cui si associa sempre la mancanza di informazioni e di sostegno al controllo delle nascite è visto come preminente. Tutti pongono la necessità di fare educazione sessuale e al controllo delle nascite nelle scuole per le nuove generazioni e di fornire i servizi necessari, considerando i metodi contraccettivi come una cosa utile nella prevenzione degli aborti e non come anticamera dell'aborto stesso, come va da tempo sostenendo la gerarchia della chiesa cattolica.

Non solo, ma da questi sondaggi si evidenzia come l'intervento pesante dell'episcopato filippino nei confronti della classe politica non sia dei beni accetti su questo tema. Infatti, l'episcopato filippino ha detto chiaramente che non mai appoggerebbe la candidatura di Noynoy Aquino alla presidenza della repubblica se egli non ritirasse l'appoggio alla legge, da lui stesso sottoscritta.

Non sembra di essersi molto allontanati dall'Italia. Ma a vedere l'atteggiamento di Noynoy Aquino su questo tema, bisogna dire che almeno c'è un politico cattolico di primo piano che ha un punto di vista laico.

Altri nelle stesse Filippine si sono schierati con la gerarchia della chiesa. Il sindaco Atienza di Manila ha ordinato la sospensione di ogni finanziamento pubblico alla contraccezione e il ritiro dagli ospedali di ogni mezzo contraccettivo.

Indagini statistiche; articolo di Sen Edcil Langman; studio americano

amministratore Domenica 01 Novembre 2009 at 5:32 pm | | Notizie dai giornali, Economia, Sociale

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