Inseriamo Maguindanao in un contesto

Una presa di posizione del Centro Filippino per un Giornalismo d'impatto

In tutti i media e associazioni di giornalisti, compare la richiesta pressante non solo di portare di fronte alla giustizia i responsabili di questo orribile massacro e di una loro condanna. Compare anche un'analisi sempre più puntuale sulle responsabilità della presente amministrazione nell'aver alimentato un clima crescente di impunità nella nazione. Impunità di cui la classe politica filippina deve riconoscere ed essere riconosciuta responsabile.
Benché questa sia stata la più orribile storia di violenza durante le elezioni, va anche ricordato le centinaia di gionalisti uccisi in tutta la nazione, omicidi restati finora senza l'ombra di un colpevole.
Non è certo un caso perciò che le Filippine sono state dichiarate la nazione più a rischio per i giornalisti seconda solo all'Iraq.

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amministratore | Martedì 24 Novembre 2009 at 6:46 pm | | Notizie dai giornali, Storia, geografia, Filippine | Nessun commento

Unione nazionale dei giornalist filippini

Comunicato stampa

Comunicato della Unione Nazionale dei Giornalisti filippini del 23 Novembre 2009
La carneficina avvenuta ad Maguindanao colpisce diritto alle fondamenta della democrazia.


L'Unione Nazionale dei Giornalisti filippini (NUJP) chiede giustizia per i nostri colleghi e tutte le altre vittime della carneficina del 23 novembre 2009 nella provincia di Maguindanao. Il massacro di Ampatuan che i militari confermano essere stato compiuto dal sindaco di Shariff Aguak Andal Ampatuan Jr e dall'ispettore di polizia Dicay va al dilà del problema della libertà di stampa e di espressione e colpisce proprio alle fondamenta della democrazia.
Oltre alla moglie, familiari e sostenitori di Ismail Mangudadatu che andavano a presentare il certificato di candidatura per la carica di governatore di Maguinndanao, la strage ha colpito anche le vite di almeno dodici colleghi, secondo il rapporto dei nostri colleghi a Mindanao.
Questo incidente non solo cancella tutti i dubbi sul fatto che le FIlippine è la nazione più pericolosa per i giornalisti al mondo, a parte l'Iraq, ma potrebbe mettere la nazione sulle mappe come un candidato ad una democrazia mancata.
Correre per un mandato e votare sono un esercizio di libertà di espressione e di libera volontà come lo sono descrivere e raccontare notizie.
Da questo governo non ci aspettiamo nulla di meno che l'immediata cattura e punizione di chiunque sia coinvolto in questo macabro assalto al corpo politico della nazione, compresi i mandanti, senza il minimo riguardo per chi possa essere.
Qualunque cosa in meno significherebbe che il senso di impunità che ha sempre di più dato coraggio a chi suole mettere il guinzaglio alla stampa, macchiando questa amministrazione con il numero più alto di giornalisti uccisi, si è allargato a quelli che vogliono sovvertire la democrazia per i loro personalistici interessi.

amministratore | Lunedì 23 Novembre 2009 at 10:57 pm | | Notizie dai giornali, Storia, Sociale, Filippine | Nessun commento

Un massacro politico a Mindanao

La stagione "bollente" delle elezioni del 2010 è iniziata con un massacro

Una notizia impressionante dalle Filippine. Almeno 36 persone sono state uccise nella provincia di Maguindanao, nell'isola di Mindanao mentre una delegazione stava consegnando la candidatura alle elezioni provinciali per il prossimo maggio 2010 all'ufficio elettorale a Shariff Aguak. Un articolo del Inquirer. Domani altri articoli e resoconti.

Una volta amici, storia di due clan rivali

Istruzione a Maguindanao

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amministratore | Lunedì 23 Novembre 2009 at 7:25 pm | | Novità, Notizie dai giornali, Storia, geografia, Filippine | Nessun commento

La Cultura Thai e la Democrazia Occidentale

Un altro contributo alla discussione sulla lesa maestà in Thailandia

"La Cultura Thai e la democrazia in Thailandia" aggiunge un altro tassello alla discussione attuale sul reato di Lesa Maestà in base al quale vari intellettuali e militanti sono stati incarcerati con processi a porte chiuse ed altri sono stati costretti all'esilio, mentre molti siti web hanno subito la censura da parte del governo.
Una delle frequenti giustificazioni ideologiche è la presunta incompatibilità tra il concetto di democrazia come vissuto e praticato in "occidente" e la "cultura Thailandese": un modello importato che non corrisponderebbe sempre e per tutto a quanto presente nella storia thailandese. In questo articolo invece si propone, tra l'altro, la lettura dell'iscrizione di Ramkhamhaeng risalente al periodo di Sukhothai da cui si ricava il ritratto di un regno tutt'altro che dispotico. La legge di lesa maestà, si riafferma, nasce in un periodo abbastanza recente della storia contemporanea, definito da Benedict Anderson in "In the mirror" come l'era Americana.

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amministratore | Sabato 07 Novembre 2009 at 7:06 pm | | Novità, Notizie dai giornali, Storia, Sociale | Nessun commento