Una presa di posizione del Centro Filippino per un Giornalismo d'impatto
In tutti i media e associazioni di giornalisti, compare la richiesta pressante non solo di portare di fronte alla giustizia i responsabili di questo orribile massacro e di una loro condanna. Compare anche un'analisi sempre più puntuale sulle responsabilità della presente amministrazione nell'aver alimentato un clima crescente di impunità nella nazione. Impunità di cui la classe politica filippina deve riconoscere ed essere riconosciuta responsabile.
Benché questa sia stata la più orribile storia di violenza durante le elezioni, va anche ricordato le centinaia di gionalisti uccisi in tutta la nazione, omicidi restati finora senza l'ombra di un colpevole.
Non è certo un caso perciò che le Filippine sono state dichiarate la nazione più a rischio per i giornalisti seconda solo all'Iraq.
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La stagione "bollente" delle elezioni del 2010 è iniziata con un massacro
Una notizia impressionante dalle Filippine. Almeno 36 persone sono state uccise nella provincia di Maguindanao, nell'isola di Mindanao mentre una delegazione stava consegnando la candidatura alle elezioni provinciali per il prossimo maggio 2010 all'ufficio elettorale a Shariff Aguak. Un articolo del Inquirer. Domani altri articoli e resoconti.
Una volta amici, storia di due clan rivali
Istruzione a Maguindanao
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Un leitmotive già visto sull'Alta Murgia
In un articolo di di Stephen Kurczy, CADE L'ULTIMA FRONTIERA CAMBOGIANA, su AsiaTimeOnline, viene analizzata la situazione ambientale e sociale di una remota regione della Cambogia, Ratanakiri, in una zona protetta, il Parco di Virachey. Ci sono alcune considerazioni che sembrano molto simili a quanto accaduto in Italia e, in particolar modo, sull'Alta Murgia del Nordovest Barese. L'eterno conflitto tra conservazione e salvaguardia del territorio e forza dirompente dello sviluppo a tutti i costi; l'impossibilità di proteggere il territorio quando è la sua stessa popolazione a volerlo distruggere ....
CADE L'ULTIMA FRONTIERA CAMBOGIANA
di Stephen Kurczy
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Un primo momento di discussione sulle cause del disastro
Il disastro delle varie tempeste tropicali e delle varie occorrenze naturali non è solo imputabile alla natura: l'attività umana fa sempre in realtà la parte principale. Nel caso del disastro causato dal tifone “Pepeng” di una settimana fa le cause invece sono molto più specifiche. Un solo fattore è imputabile: la diga di San Roque sul fiume Agno che corre nella regione della Cordillera nel Pangasinan, Nord Luzon.
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