Una presa di posizione del Centro Filippino per un Giornalismo d'impatto
In tutti i media e associazioni di giornalisti, compare la richiesta pressante non solo di portare di fronte alla giustizia i responsabili di questo orribile massacro e di una loro condanna. Compare anche un'analisi sempre più puntuale sulle responsabilità della presente amministrazione nell'aver alimentato un clima crescente di impunità nella nazione. Impunità di cui la classe politica filippina deve riconoscere ed essere riconosciuta responsabile.
Benché questa sia stata la più orribile storia di violenza durante le elezioni, va anche ricordato le centinaia di gionalisti uccisi in tutta la nazione, omicidi restati finora senza l'ombra di un colpevole.
Non è certo un caso perciò che le Filippine sono state dichiarate la nazione più a rischio per i giornalisti seconda solo all'Iraq.
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Comunicato stampa
Comunicato della Unione Nazionale dei Giornalisti filippini del 23 Novembre 2009
La carneficina avvenuta ad Maguindanao colpisce diritto alle fondamenta della democrazia.
L'Unione Nazionale dei Giornalisti filippini (NUJP) chiede giustizia per i nostri colleghi e tutte le altre vittime della carneficina del 23 novembre 2009 nella provincia di Maguindanao. Il massacro di Ampatuan che i militari confermano essere stato compiuto dal sindaco di Shariff Aguak Andal Ampatuan Jr e dall'ispettore di polizia Dicay va al dilà del problema della libertà di stampa e di espressione e colpisce proprio alle fondamenta della democrazia.
Oltre alla moglie, familiari e sostenitori di Ismail Mangudadatu che andavano a presentare il certificato di candidatura per la carica di governatore di Maguinndanao, la strage ha colpito anche le vite di almeno dodici colleghi, secondo il rapporto dei nostri colleghi a Mindanao.
Questo incidente non solo cancella tutti i dubbi sul fatto che le FIlippine è la nazione più pericolosa per i giornalisti al mondo, a parte l'Iraq, ma potrebbe mettere la nazione sulle mappe come un candidato ad una democrazia mancata.
Correre per un mandato e votare sono un esercizio di libertà di espressione e di libera volontà come lo sono descrivere e raccontare notizie.
Da questo governo non ci aspettiamo nulla di meno che l'immediata cattura e punizione di chiunque sia coinvolto in questo macabro assalto al corpo politico della nazione, compresi i mandanti, senza il minimo riguardo per chi possa essere.
Qualunque cosa in meno significherebbe che il senso di impunità che ha sempre di più dato coraggio a chi suole mettere il guinzaglio alla stampa, macchiando questa amministrazione con il numero più alto di giornalisti uccisi, si è allargato a quelli che vogliono sovvertire la democrazia per i loro personalistici interessi.
La stagione "bollente" delle elezioni del 2010 è iniziata con un massacro
Una notizia impressionante dalle Filippine. Almeno 36 persone sono state uccise nella provincia di Maguindanao, nell'isola di Mindanao mentre una delegazione stava consegnando la candidatura alle elezioni provinciali per il prossimo maggio 2010 all'ufficio elettorale a Shariff Aguak. Un articolo del Inquirer. Domani altri articoli e resoconti.
Una volta amici, storia di due clan rivali
Istruzione a Maguindanao
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Tre internauti arrestati in Thailandia e la lesa maestà
Dove sta andando la Thailandia? E' una domanda sempre più frequente su tutti i giornali stampati e online del Sudest Asiatico. Col colpo di stato del 2006 che ha rovesciato il governo eletto del magnate Taksin Shinawatra e l'arrivo al potere di una coalizione governata dal democratico Abhisit, la vita sociale e politica thailandese è stata segnata da agitazioni popolari, minacce alla libertà di stampa, ai diritti e alla democrazia, da denunce per lesa maestà, da chiusura di spazi di informazione alternativi, alimentando una falsa alternativa, tra chi è per la monarchia e chi è per Taksin. Qui di seguito la notizia riportata da Reporter senza Frontiere sull'arresto di varie persone che usano vari blog per comunicare leproprie opinioni.
Si veda anche l'articolo su Pratachai della Asian Human rights Commission (sarà tradotto a breve)
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